Parrocchia di San Paolo Vercelli
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domenica 18 novembre 2018

festa della dedicazione della chiesa di San Paolo

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, siamo collaboratori di Dio, e voi siete campo di Dio, edificio di Dio. Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un saggio architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento a come costruisce. Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo. Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi

(1Cor 3, 9-11. 16-17)

Oggi lasciamo la liturgia delle solite domeniche per una celebrazione per noi importante: la dedicazione della nostra chiesa. Naturalmente si tratta di una data convenzionale stabilita dai vescovi del Piemonte per le chiese antiche che non hanno documenti che comprovino la data precisa dell’evento. E la nostra chiesa di anni ne ha ottocento! Come vedete anche dalla foto allegata, la nostra grande casa ha subito rimaneggiamenti importanti nel corso dei secoli. Abbiamo tracce del romanico originario nella facciata pure più volte restaurata e nel campanile. Poi metà della chiesa custodisce delle colonne o fasci di colonne forse originarie, ma rivestite però di mattoni a vista. L’altra metà, verso l’altare e l’abside, è stata rifatta in stile neoclassico. Pero i restauratori del tempo non sono riusciti a finire l’opera. Avrebbe pure tutta la chiesa un urgente bisogno di una rinfrescata, ma il vostro vecchio parroco non si decide a mettervi mano, spaventato dalla mole di documenti da fare e dal pericolo, vista l’età di non avere il tempo di completare l’opera.

Nonostante queste realtà non esaltanti, noi amiamo moltissimo la nostra chiesa e viviamo in essa momenti di pura gioia. Gioia quando la riempiamo nelle nostre messe domenicali e soprattutto in quella delle undici piena di un volo di bambini, piccoli o piccolissimi, accompagnati dai loro papà e dalle loro mamme. Oppure tra poco quando per un mese ospiteremo i presepi dei bambini delle scuole. Gioia grande nella festa della Madonna di Lourdes e di santa Rita, precedute dalle novene che richiamano gente da tutta la città e dintorni. Gioia infine per la processione continua di persone che vengono qui ogni giorno a sfogarsi con il Signore e con i loro santi preferiti.

Ricorderete che noi da sempre leghiamo questa giornata alla attenzione dei poveri che sono in mezzo a noi, dei malati e anziani che con dolore non possono più venire a messa e che sono prigionieri, soprattutto nella brutta stagione, della loro solitudine. Non vi dico la mia gioia quando ne vedo qualcuno che arriva portato in carrozzina o che spinge coraggiosamente il suo deambulatore. Quando vediamo con noi qualcuno di questi “coraggiosi”, ricordiamo i tanti che non ce la fanno, unendoci a loro con il ricordo e la preghiera. Sapete bene che in questa occasione io attento al vostro portafoglio chiedendovi una generosità fuori dall’ordinario per aiutare chi è in difficoltà economiche. Veramente vi devo dire che generosi lo siete sempre, ma oggi siatelo molto di più. Vedete anche quel cesto in fondo alla chiesa. A volte lo fate piangere perché vi ricordate di lui soltanto quando lo vedete qui e non quando uscite di casa… Provate a ricordarvi di più e fatelo…ridere! Sapete che quello che ci mettete dentro va a finire all’emporio solidale, che è a disposizione di tutti i poveri della città. Troverete al fondo della chiesa il resoconto preparato da Carmelo su tutto quello che la nostra grande famiglia ha fatto in questo anno per i poveri. E’ giusto che sappiamo cosa insieme siamo capaci di realizzare.

Non trovate giusto che uscendo dal nostro piccolo cabotaggio locale adesso diamo una occhiata alla povertà come fenomeno mondiale? Non dobbiamo spendere molte parole per avere una idea della vastità e gravità del fenomeno. Abbiamo sotto gli occhi questi esodi apocalittici che spingono verso i paesi del benessere milioni di persone. Inoltre anche i paesi del benessere stanno faticosamente uscendo da una crisi economica globale. E’ urgente pregare ed operare perchè le autorità che reggono il mondo inventino un nuovo ordine economico non più lasciato solo alla guida delle regole del profitto. Sulla terra c’è la possibilità di vivere tutti bene, ma bisogna superare questa sperequazione enorme tra paesi ricchi e paesi della fame, che minaccia di portarci alla autodistruzione.

Terminiamo questa nostra riflessione con le parole quanto mai espressive che papa Francesco scrive ne messaggio che illustra questa seconda giornata della povertà: “Benedette le mani che si aprono ad accogliere i poveri e a soccorrerli: sono mani che portano speranza. Benedette le mani che superano ogni barriera di cultura, di religione e di nazionalità, versando olio di consolazione sulle piaghe della umanità. Benedette le mani che si aprono senza chiedere nulla in cambio, senza “se”, senza “però” e senza “forse”: sono mani che fanno scendere sui fratelli la benedizione di Dio”.

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