Parrocchia di San Paolo Vercelli
Parrocchia di San Paolo Vercelli

Indirizzo

Via S. Paolo, 1  

13100 Vercelli

Italia

Contatti

Se volete contattare direttamente don Osvaldo Carlino, potete farlo ai seguenti riferimenti:

email: osvcarli@tin.it

telefono: 0161-257670

Oppure potete compilare il modulo che troverete cliccando QUI

Dove Siamo

il contatore ha completato un giro.

i contatti sono dunque 100.000 più quelli attuali

domenica 1 febbraio 2014

quarta domenica del tempo ordinario

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea. (Mc,1,21 – 28)

 

Un altro breve passo del vangelo di Marco. Questa volta ci presenta Gesù nella sinagoga di Cafarnao. Nel culto ebraico ogni uomo adulto si poteva alzare ed intervenire nel giorno di sabato, parlando alla assemblea. Vediamo dunque Gesù alzarsi e prendere la parola. Questo suo intervento suscita negli astanti un primo stupore. A pelle la gente avverte che lui parla con autorità, non come avveniva con gli scribi, che, sapendo leggere e scrivere ma poco più, ripetevano formule trite che si riferivano a maestri precedenti e si appoggiavano quindi alla autorità di questi personaggi. Il loro stupore poi diventa grandissimo quando vedono Gesù cacciare il demone dall’invasato con poche e secche parole: “Taci ed esci da lui!”. L’insegnamento nuovo e l’autorità di lui che comanda anche ai demoni, fanno salire la sua fama nella regione ad altezze stellari.

Gesù parla con autorità e questo suscita meraviglia. Non solo ai suoi tempi, ma sicuramente anche nei nostri. Come si fa oggi a parlare con autorità? Se ci guardiamo intorno, mi sembra che di persone che parlano con questa forza, ce ne siano tante o forse…nessuna. Siamo abituati a vedere, quasi in ogni momento del nostro tempo, i grandi mezzi di comunicazione sociale che sviscerano ogni notizia o argomento del sapere umano. Questi mezzi mettono in campo specialisti e persone di grande competenza, in discorsi a più voci, magari anche su posizioni opposte. “L’ha detto la televisione!” diventa una affermazione che pone fine ad ogni discussione. Solo c’è un piccolo problema. Ognuno si affida al parere dell’esperto che più gli piace (magari per consonanza di idee) e quindi ognuno sposa in fondo i suoi preconcetti, restando sempre fedele a se stesso. Un altro aspetto è dato dal fatto che oggi ogni autorità viene messa in discussione. Da quella dei più grandi responsabili della politica a tutti i livelli, a quella degli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado, per finire a quelle dei genitori sui loro figli, nessuno sembra più avere la capacità di farsi ascoltare dalle persone di cui ha la responsabilità. Tutte le realtà umane sembrano in preda ad una anarchia che non conosce limiti.

Partendo da questa constatazione generale, chiediamoci come possiamo nella nostra situazione personale avere una vera autorità sulle persone di cui abbiamo responsabilità. Questo è importante per i genitori nei confronti dei loro figli e di ciascuno per il posto che occupa nella società. Forse dobbiamo partire da ciò che Gesù vive. Lui il figlio di Dio viene non per essere servito, ma per servire e dare la vita a chi avvicina. Credo proprio che questo sia il punto di partenza essenziale da cui muoverci per avere una autorevolezza su chi ci accosta. Non bastano le belle parole, tanto meno serve urlare le nostre pretese, anche giuste, a chi abbiamo davanti. Ciò che veramente conta è vivere ed essere noi fermamente convinti di quello che siamo e facciamo. Prima di dire le cose che crediamo bisogna viverle.

Una parola che mi sembra importante deve essere rivolta ai genitori e soprattutto ai papà. Entrambi devono essere convinti che l’educazione dei figli è l’impresa più importante della loro vita. Si spendono grandissime risorse per il loro benessere materiale e poi si delega l’educazione dei figli ai…nonni. Ringraziamo Dio per l’opera provvidenziale che essi svolgono, ma la responsabilità primaria della educazione dei figli è sempre di chi li ha messi al mondo. So bene che il tempo degli sposi, lavorando entrambi, è poco; proprio per questo il poco tempo che si ha a disposizione deve essere impiegato con competenza e grande attenzione. Una cosa da non dimenticare è poi il fatto che si educa con ciò che si è piuttosto che con ciò che si dice. La coerenza della vita con le parole è il vero strumento che mette nel cuore dei figli fondamenti che poi restano per tutta la vita. Una sottolineatura importante è la presenza della figura paterna. Questo perchè in passato il compito educativo era affidato alla madre casalinga, mentre il padre era l’autorità di ultimo appello alla quale la madre si richiamava per fatti particolarmente gravi. Oggi forti di questo pregiudizio del tempo passato la figura paterna è spesso evanescente.

Un’ultima cosa: l’autorità di Gesù raggiunge il colmo quando esorcizza il demone. Di demoni senza corna e coda ce ne sono moltissimi nel nostro tempo. Penso all’individualismo sfrenato ed egoista; penso ai falsi valori attribuiti a cose che non servono e che diventano assolutamente necessarie per mezzo di una livellante e sfrenata pubblicità; penso all’amore presentato come divertimento fisico o merce da vendere e da comprare e non come dono di se a chi hai vicino; penso alla attenzione ai deboli ed ai malati e anziani della famiglia spesso visti come un peso da scartare; penso…ma basta! Altrimenti chiedo a semplici persone oberate da troppi pesi, di essere…esorcisti più bravi di Gesù.

Ma sicuramente è proprio con il suo aiuto che lo sarete!

Stampa Stampa | Mappa del sito
© Parrocchia di San Paolo in Vercelli - Realizzato da Luca Costanzo