Parrocchia di San Paolo Vercelli
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domenica 1 maggio 2016

sesta domenica di pasqua

dal vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse [ai suoi discepoli]:
«Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.  Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».

 (Gv, 14, 23 - 29)

Non ho mai amato molto il vangelo di Giovanni perche lo trovavo troppo difficile da comprendere. Invece prendendolo in piccole dosi come in queste domeniche di pasqua, incomincio a cambiare idea.  Da poche parole emerge una ricchezza incredibile di stimoli che veramente illuminano la mente e scaldano il cuore. Ecco la ricchezza delle poche righe di oggi.

La scorsa settimana avevamo accolto l’invito di Gesù ad amarci come lui ci ha amati, cioè dando la nostra vita a chi abbiamo con noi fino alla fine. Oggi il Signore perfeziona l’insegnamento con una notizia splendida: “Se uno  mi ama, il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui!” La bellissima icona che ho scelto per questo vangelo rappresenta l’unico Dio che viene ospitato nella tenda di Abramo, il nostro padre nella fede. Unico Dio, ma i personaggi che il patriarca accoglie sono tre (quelli mirabilmenteri prodotti nella immagine). E’ bello pensare che la nostra casa, come la tenda di Abramo, ha in permanenza questi tre ospiti: il Padre, il Figlio e lo Spirito santo. Tutto questo senza che la nostra casa sia tirata a lucido come quando arriva qualche ospite importante, ma nella più prosaica delle nostre giornate usuali. Gli ospiti sono testimoni del nostro disordine, della polvere che nascondiamo sotto i tappeti, degli avanzi che mettiamo nel nostro frigorifero. Insomma di una realtà ordinaria e…povera. Si perché loro sono anche testimoni delle nostre impazienze, dei litigi che scoppiano, delle…paroline non proprio dolcissime che ci scambiamo nei momenti di stanchezza. Mi piace sapere questo! Averlo presente forse mi aiuta a dare alla mia vita un tono meno sbracato, più consapevole e disponibile ad un amore concreto e sereno.

La seconda cosa che il Signore ci dice oggi è ugualmente stupenda: “Lo Spirito santo vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto”. Sono sempre stupito del fatto che questo sia una realtà che spesso sperimento e che mi colma di gioia. Vi assicuro che dopo una vita che leggo il vangelo le parole di Gesù le conosco a memoria. Eppure lo Spirito ogni tanto mi sorprende con delle illuminazioni che mi colmano di felicità. Come per esempio proprio per questo vangelo di Giovanni che non ho mai amato e che invece in questa pasqua mi si dischiude nel cuore come un orizzonte nuovo, meraviglioso che mi cattura e mi prioetta su strade insperate e stimolanti. Anche per questo, come altre volte già è successo, devo dirti Signore che  è bellissimo scoprire cose che i miei occhi mai avrebbero contemplato senza l’aiuto dello Spirito. Devo dirti anche che sarà ancora più stupendo contemplare il mistero nella eternità della risurrezione che tu ci hai meritato.

C’è ancora una ultima ed importante suggestione nelle parole appena lette. “ Vi lascio la pace. Vi do la mia pace; non come la da il mondo. Non sia turbato il vostro cuore, non abbiate timore!”  Un piccolo appunto psicologico che Gesù non conosceva: sarebbe meglio parlare in positivo, perche l’affermazione negativa induce chi ascolta a mettersi in quella situazione che non si vorrebbe. L’espressione dunque sarebbe: ”abbiate fiducia. Restate nelle mie mani!” Superata questa curiosita, riflettiamo adesso sulla pace. Comunemente con questa parola si parla di assenza di guerra, cosa che succede in brevi periodi. Nel nostro tempo, di pace in questo senso non ne vediamo più. I mezzi di comunicazione infatti riversano nella nostra casa e nel nostro cervello tutte le atrocità che esistono sulla faccia della terra. Così nella nostra vita la pace è scomparsa, soppiantata dalle guerre che continuamente conosciamo e questo forse toglie la pace anche dai nostri cuori. Per fortuna comunque, Gesù  ci dice che la sua pace non è come quella del mondo. Essa infatti non consiste nella mancanza di guerre e di problemi, anzi essa è una profonda quiete del cuore che resiste ad ogni tempesta, persecuzione, contrasti e rifiuti. E’ la pace di cui parla Francesco a frate Leone, dicendo che se, dopo aver camminato in una notte di bufera ed aver bussato finalmente ad un convento, fossero stati malmenati e chiusi fuori perché presi per briganti. Lui questa pace la chiamava “perfetta letizia”. Questa pace la prova chi affronta il mare aperto, non con una illimitata fiducia in se stesso, ma perchè avverte in ogni momento la presenza di Dio nella sua vita e perchè riconosce la presenza creatrice dello Spirito. Fiduciosi quindi come il bambino che si avventura su strade sconosciute perche sa che la mamma è sempre dietro a lui con la sua presenza rassicurante. 

In fondo la pace che Gesù ci dona deriva dunque dalla presenza, reale ed avvertità, di Dio nella nostra vita. Proprio come ci diceva all’inizio: “Noi prenderemo dimora in lui!”

 

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