Parrocchia di San Paolo Vercelli
Parrocchia di San Paolo Vercelli

Indirizzo

Via S. Paolo, 1  

13100 Vercelli

Italia

Contatti

Se volete contattare direttamente don Osvaldo Carlino, potete farlo ai seguenti riferimenti:

email: osvcarli@tin.it

telefono: 0161-257670

Oppure potete compilare il modulo che troverete cliccando QUI

Dove Siamo

il contatore ha completato un giro.

i contatti sono dunque 100.000 più quelli attuali

domenica 10 giugno 2018

decima domenica del tempo ordinario

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé».Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni». Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa.  In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».

Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre». (Mc,3, 20 - 35)

Ritroviamo il tempo ordinario ed il vangelo di Marco che ci accompagna in questo anno. La parte che abbiamo letta è piuttosto complessa. Cosa possiamo capire e applicare come luce per la nostra settimana? Vediamo con calma.

Nei capitoli precedenti abbiamo già notato una certa frenesia in Gesù, quasi si rendesse conto che le cose da fare e dire siano moltissime ed il tempo troppo poco. Questa iperattività, che non lascia a lui ed agli apostoli neppure il tempo di mangiare, preoccupa i suoi parenti che pensano sia impazzito e vorrebbero riportarlo a casa. Lo avvertono che i suoi vogliono parlargli, ma lui esce con le parole che abbiamo letto: “Chi è mia madre ed i miei fratelli?” Poi indicando la gente dice: “Chi fa la volontà di Dio è per me fratello, sorella e madre”. Queste parole sono forse una squalifica di Maria? Naturalmente no. Essa infatti, accettando l’invito dell’angelo, si è detta la serva del Signore, completamente disponibile a fare la sua volontà. Ecco la prima riflessione per noi. Ciò che ci viene chiesto è fare la volontà di Dio. In cosa consiste questa volontà? Prendiamo una giornata qualsiasi; la vediamo piena di impegni, di incontri, di fatiche, dolori e gioie. Tutto ciò che ci viene incontro noi lo dobbiamo vivere alla luce della sua parola, cercando con la sua forza di accettarlo e di viverlo come lui vuole. In questo modo ciascuno di noi diventa sempre di più una cosa sola con Gesù. Siamo in modo sempre più vero “sua famiglia”. E’ la strada che papa Francesco ci ha indicata come la “santità” che tutti dobbiamo realizzare. Come sempre diciamo si tratta di una santità non fatta di miracoli, ma di semplici e normali cose vissute con lui, spesso anche in modo imperfetto. Si, anche quando facciamo peccato e ci affidiamo umilmente alla misericordia infinita del Padre.

Un secondo spunto di riflessione lo incontriamo nell’accusa che i capi del popolo fanno a Gesù: “Costui scaccia i demoni per mezzo del capo dei demoni”. Infatti i primi miracoli di Gesù erano legati a possessioni diaboliche. Facile ed esaustiva è la risposta del Signore: “Ogni regno diviso in se stesso si autodistrugge!” Sono poi le altre sue parole che ci creano problema. Lui ci dice che tutti i peccati ci possono essere perdonati, “ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito santo, non sarà perdonato in eterno”. Ma Dio è la misericordia infinita; come conciliare questo nome stesso di Dio con un peccato che non sarà dimenticato in eterno? La risposta in fondo non è difficile. Dio è davvero la misericordia infinita e vuole sinceramente perdonare tutti. Però non può mai prevaricare la libertà che ci ha donato. Il peccato contro lo Spirito santo è proprio quello dei farisei. Essi infatti pur vedendo il messia operare, ribaltano le cose dicendo che lui è un demone. E’ proprio quello che facciamo noi se rifiutiamo liberamente e coscientemente il perdono che il Padre ci vuole dare.

Per finire dobbiamo ancora esplorare una parola abbastanza enigmatica del vangelo appena letto. Che vuol dire: “nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega”? Possiamo dire che l’uomo forte è il credente illuminato dalla parola e forte della forza stessa di Dio. Lui e destinato ad essere il signore di tutto il creato, ma questo dominio lo dobbiamo esercitare anche su noi stessi. “Il peccato è sempre accovacciato alla tua porta, il suo istinto è sempre rivolto verso di te, ma tu dominalo”. Sono parole del libro della Genesi che ci invitano ad una lotta interiore, non rivolta ad esseri esterni, ma contro noi stessi. Le tentazioni, i pensieri, le suggestioni e le voglie di fare il male emergono ogni momento dal nostro cuore e tentano di “legarci” e di trascinarci fuori dalla volontà del Signore. Si tratta della buona lotta della fede che dobbiamo vivere ogni giorno. Siamo tentati di accettare l’appagamento immediato ed egoistico mentre dobbiamo camminare sempre nella comunione con Dio e tra di noi. Naturalmente ciascuno di noi, leggendo la storia personale, può conoscere i suoi punti deboli, le negatività e le fragilità che ci segnano in modo particolare. Impariamo a chiamarle per nome, ad assumerle senza rimuoverle, ben sapendo che su questi aspetti noi dobbiamo far regnare la parola di Dio e la sua volontà. E preghiamo sempre che il Signore non ci lasci tentare oltre le nostre forze.

Stampa Stampa | Mappa del sito
© Parrocchia di San Paolo in Vercelli - Realizzato da Luca Costanzo