Parrocchia di San Paolo Vercelli
Parrocchia di San Paolo Vercelli

Indirizzo

Via S. Paolo, 1  

13100 Vercelli

Italia

Contatti

Se volete contattare direttamente don Osvaldo Carlino, potete farlo ai seguenti riferimenti:

email: osvcarli@tin.it

telefono: 0161-257670

Oppure potete compilare il modulo che troverete cliccando QUI

Dove Siamo

il contatore ha completato un giro.

i contatti sono dunque 100.000 più quelli attuali

domenica 15 maggio 2016

solennità di pentecoste

Dal Vangelo secondo Giovanni

 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.

 Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.

 Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri». (Gv 14, 15-16 23-26)

Siamo a pentecoste e con questa festa chiudiamo il tempo di pasqua, dopo tre mesi esatti dall’inizio della quaresima. Gesù salito in cielo ci lascia il suo Spirito perché sia sempre con noi. Egli è la luce che illumina il nostro cammino, la forza che sostiene la nostra debolezza, la medicina che risana le ferite dei nostri peccati. Però c’è un piccolo particolare. Noi credenti non ci ricordiamo quasi per niente di questo ospite, che è il dono che il Signore ci ha fatto fin dal nostro battesimo. Preghiamo il crocifisso, le immagini dei santi, l’angelo custode, i nostri morti, ma lo Spirito santo proprio non riesce a prendere piede nelle nostre devozioni. Non so spiegarmi le cause, anche perché la chiesa orientale ha molto presente questa terza persona della Trinità. Siamo noi occidentali ad avere messo la sordina a questa presenza divina che pure nella prima chiesa era presente in modo costitutivo ed essenziale. So di essere presuntuoso, ma come faccio di solito nelle solennità, questa mia predica la trasformo in una preghiera a lui, lo spirito di Cristo risorto, sperando che aiuti anche voi ad averlo più presente.

            Vieni, Spirito santo, a ridestare la nostra fede. Quante paure, sospetti e soprattutto pregiudizi ci chiudono in una prigione dalla quale non riusciamo ad uscire. Facciamo un mucchio di cose e spesso sono inutile spazzatura, buona per soddisfare le nostre presunzioni. Aiutaci a tendere all’essenziale che è il mistero di Gesù crocifisso e risorto, l’amore per lui e tra di noi. Queste cose purtroppo le sommergiamo in preoccupazioni superficiali e passiamo intere giornate senza ricordarci della tua presenza. Aiutaci ad affrontare le prove quotidiane, i momenti difficili sostenuti da te che sei il nostro consolatore e difensore.

            Vieni, Spirito santo, con la tua luce divina. Il Padre ci parla con le parole sue e con i fatti che predispone nella nostra giornata, ma noi spesso siamo travolti da altre voci che cancellano questa sua voce e ci gettano nella confusione e nello smarrimento. Aiutaci invece a restare ancorati a ciò che il Padre ci dice superando così il nostro pericoloso sdoppiamento di essere cristiani in chiesa e fuori capaci di odio, di ingiustizia come tutti. Dacci la forza di non vedere solo il male che sembra travolgere tutto ed imperare incontrastato, ma di scoprire gli umili segni della tua vera presenza. Essi sono gesti di amore disinteressato, di generosità che nulla chiede in cambio, di comunione che supera le diversità e le divisioni. Siano essi per noi una sorgente di pace e di felicità; una felicità che non deriva da superficiali appagamenti, ma dallo scopriti presente con noi e di vedere Gesù come il Signore della storia anche oggi.

            Vieni, Spirito santo, con la dolcezza del tuo consiglio. La scienza nel nostro tempo ci disorienta con nuove frontiere, inimmaginabili: figli concepiti in provetta, una sessualità liberata completamente dalla procreazione, gli studi psicologici e neurologici che sembrano intaccare la libertà delle nostre scelte,… Poi l’egoismo totale in cui siamo immersi che continua a reclamare diritti, quali il matrimonio tra persone dello stesso sesso, la possibilità della eutanasia quando uno la chiede, il volere un figlio ad ogni costo anche con l’intervento del così detto “utero in affitto”. Il tuo consiglio ci aiuti ad accogliere ciò che può essere positivo senza lasciarci ammaliare dalle mode in contrasto con ciò che la parola del Signore ci ha insegnato. Sto leggendo con gioia il documento che papa Francesco ci ha donato sulla famiglia, frutto di una riflessione durata tre anni e di tanta preghiera; devo dirti che mi sembra davvero un dono del tuo consiglio!

            Un’ ultima cosa ti chiediamo, divino Spirito. C’è troppa disperazione nel nostro tempo; tutto ci parla di violenza, di odio, di ingiustizie abissali. Tutto questo ci viene detto per tutte le ore del giorno comprese quelle della notte. Quella televisione, permanente accesa nelle nostre case, diventa uno strumento perverso che ci distrugge con una carica insostenibile di ansietà.  Con quella serie infinita di oscenità che ci sommergono, arriviamo a pensare che dal mondo sia scomparso, l’amore, l’onestà, la giustizia. Aiutaci a mantenere la speranza, magari disciplinando la nostra sete di sapere tutto ciò che accade. Ricordaci sempre che sono le notizie delle malvagità che fanno spettacolo, mentre le cose buone, e sono infinitamente numerose, non fanno notizia. Aiutaci ad essere noi, capillarmente ed in modo costante, portatori di quella “buona notizia”, che poi è il vangelo di Gesù, incarnata umilmente in un numero infinito di persone che semplicemente stanno al loro posto e fanno ciò che devono.

            Tutto questo ti chiediamo, insieme alla grazia di saperti più costantemente nel nostro cuore.

 

Stampa Stampa | Mappa del sito
© Parrocchia di San Paolo in Vercelli - Realizzato da Luca Costanzo