Parrocchia di San Paolo Vercelli
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domenica 15 ottobre 2017

ventottesima domenica del tempo ordinario

dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.

 Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti» .(Mt. 16, 21-27)

Ti invitano alla festa e tu non ci vai? Bada che non ti invitano a mondare riso o a pulire le strade della città. Si tratta di una festa! Anche in questa domenica la prima lettura ed il vangelo dicono cose quasi uguali. Vediamo dunque di che festa si tratti, quella a cui il Signore ci invita. La festa della prima lettura è certamente quella finale: il paradiso. Infatti si parla di un banchetto di una ricchezza inaudita. In essa sono scomparsi i dubbi e le incertezze; le lacrime sono asciugate; la condizione disonorevole, nella quale ci precipita la malattia o semplicemente l’età con i suoi acciacchi, è vinta da una giovinezza perenne; e la felicità esplode in canti di gioia. La parabola di Gesù arriva allo stesso banchetto finale, ma si enfatizzano i rifiuti degli invitati. Per questo il re porta tutti al banchetto, prendendoli da ogni crocicchio, da ogni angolo della terra, ma verifica che abbiano un abito adeguato.

Perché gli invitati si rifiutano di andare alla festa? Possiamo fare alcune ipotesi, forti della parole di Gesù. Ci sono persone che vedono l’invito di Dio, cioè tutta la loro vita in modo passivo,, senza nessun interesse. Un largo numero di giovani fanno parte di questa situazione. Sono “sdraiati” in una totale indifferenza. Lo studio? Un parcheggio che non mi suscita nessuna passione e non mi da prospettive di vita. Un lavoro? Inutile cercarlo, tanto non c’è e poi in casa mangio e dormo a carico del papà. Interessi? Il telefonino con i suoi messaggini, i suoi giochi, le amicizie virtuali, perche gli altri ragazzi, che sono li con me, sono i soliti spenti che non mi interessano. Penso che questi sono dei ragazzi con un oceano di capacita! Come fare a svegliarli? Forse aiutandoli a scoprire un mondo di diseredati e miserabili che con il loro aiuto potrebbero sopravvivere? Questa potrebbe essere una strada.

Poi ci sono quelli che sono sempre indaffarati dalle troppe cose da fare. Ma si tratta di cose serie: gli affari, gli interessi, il benessere… E poi posso spassarmela un po’, curando la mia forma fisica, il mio aspetto perché sia alla moda? Vedi bene che non ho tempo di interessarmi di un Dio che non so nemmeno se c’è? Magari è un pensiero molesto che mi ritorna a Natale, o quando vado in chiesa perché è morto quel mio amico ancora giovane,… Allora un tarlo mi rode dentro, ma si tratta di un momento, poi la vita mi riprende con le sue cose belle e buone e le paturnie su Dio e la sua festa mi passano. Si perchè tutti discorsi sulla fede, sul paradiso e sui poveri da aiutare e sui malati da curare, mi tolgono la serenità. Altro che festa! Questa proposta di pensare a lui mi sembra un mortorio.

E noi che siamo qui in chiesa a quale di queste categorie a volte siamo tentati di aggregarci? Quali sono i ragionamenti, appena detti, che più spesso mi ritornano in mente? Si, perche tutti, anche noi, possiamo sentire che il paradiso e la sua festa a volte ci sembrano cose evanescenti e tristi, per i troppi pesi di cui ci caricano. Forse c’è un’altra festa che ci aiuta a mantenerci sulla strada di quella eterna ed è la nostra domenica con il banchetto della eucarstia. Le messe che qui celebriamo hanno diverse fisionomie. Alcune sono frequentate prevalentemente da adulti ed anziani. Tuttavia siamo quasi sempre le stesse persone e devo dirvi che il clima che respiro mi piace molto. Ci conosciamo bene ormai ed è bello sentire insieme le parole del Signore. Spesso ho la sensazione che siamo davvero una sola grande famiglia, mentre in un momento di silenzio riflettiamo. Poi insieme mangiamo il corpo del Signore Gesù e rinnoviamo le nostre forze con la sua luce e la sua forza. E’ bello quando usciamo il nostro chiacchierare, lo scambiarci notizie, il vivere fuori sul sagrato un momento di amicizia, spesso con qualche associazione che ci offre fiori o frutta per autofinanziarsi. E’ davvero festa e noi diventiamo, settimana dopo settimana, una grande famiglia. Ma una messa soprattutto è davvero una festa grande: quella delle ore 11, frequentata da diverse decine di famiglie giovani con i loro piccoli. La loro esuberanza, il loro essere bambini che giocano e che poi vengono intorno all’altare per dire il “Padre nostro” e a scambiarsi il segno di pace creano davvero una atmosfera ricca di spontaneità e di gioia. Infine sul sagrato le chiacchiere ed i complimenti si sprecano e durano a spesso un buon quarto d’ora. Finalmente non abbiamo fretta di scappare e questo è un ottimo segno. Significa che siamo stati bene insieme, che non ci siamo annoiati, che davvero la nostra messa è stata una vera…festa.

E’ questo il vestito buono che ci vuole? Mi sembra proprio di si!

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