Parrocchia di San Paolo Vercelli
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domenica 25 giugno 2017

dodicesima domenica del tempo ordinario

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.

 E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.  Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!

 Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli». (Mt. 10,26 -33)

Le domeniche del tempo ordinario continuano con la lettura del vangelo di Matteo e lo riprendiamo dal punto in cui l’avevamo lasciato con l’inizio della quaresima. Si tratta del discorso di Gesù sulla missione degli apostoli e sulla loro persecuzione. Quando Matteo scrive queste parole del Signore la prima chiesa è in una situazione molto complicata. Gli apostoli erano tutti formati sulla religione ebraica ed in patria erano perseguitati duramente come eretici. L’uccisione di Stefano e di Giacomo testimoniano questa gravissima opposizione interna che devono subire. Questo fa si che molti credenti escano dai confini della palestina ed è inevitabile il rapporto con il mondo pagano. Questo genera uno sconcerto che provoca una divisione anche tra i credenti. Come restare fedeli alla cultura di origine e come adeguarsi ai costumi pagani? Persecuzioni dunque e problemi di fedeltà generavano paura ed uno sconcerto veramente grandi. Venivano come una necessita evidente le parole di Gesù: “Non abbiate paura degli uomini…di quelli che uccidono il corpo, temete piuttosto chi ha il potere di mandarvi all’inferno”. Ancora: “Quello che vi ho detto in privato predicatelo sui tetti!”

Non vi sembra che la situazione di allora sia quasi uguale a quella dei nostri giorni? La persecuzione imperversa tra i credenti, creando un numero di martiri, che papa Francesco dice essere più numerosi di quelli delle persecuzioni dei primi tre secoli. Alcune chiese, come quelle della Siria, dell’Iran, dell’Egitto rischiano di essere completamente cancellate dal fanatismo islamico. Esse creano un fiume incontenibile di profughi che cercano di sopravvivere riversandosi nel mondo occidentale. C’è poi uno stato di persecuzione non sanguinosa, ma con un disprezzo subdolo dell’insegnamento cristiano, visto nel suo complesso. Un individualismo totale, che mette come unico precetto gli interessi personali ed il proprio comodo, cancella in pratica il comando fondamentale di Gesù: ama il tuo prossimo. A questo si aggiunge una corruzione organizzata e diffusa che distrugge risorse che sarebbero necessarie per una giustizia mondiale più vera. Infine una scienza, asservita a questo egoismo ed al denaro, genera lo sfascio della famiglia, la manipolazione genetica per far nascere dei figli in qualunque situazione. Si indebolisce l’assistenza ai malati ed ai vecchi invocando la possibilità di farli morire dolcemente, in modo che non imbroglino e non succhino risorse economiche. Si alzano muri che tengano fuori dai confini le masse sterminate di miserabili che fuggono dalla fame e dalla guerra.

Una situazione tremenda non è vero? Eppure questo nostro tempo è un dono dell’amore infinito del Padre per noi. Noi qui e adesso dobbiamo vivere ed annunciare la sua salvezza. Nessuna paura dunque, ma dobbiamo avere una fiducia smisurta nell’amore di Dio per noi e…buttarci. Splendido è ciò che Gesù ci dice sui passeri, che allora costavano un soldo ed erano l’unica carne che i poveri potevano permettersi. Ieri papa Francesco  ci ha dato una dritta splendida. È andato a visitare la tomba di due preti morti servendo il Signore in due paesini di montagna, dove essi erano stati esiliati dai loro vescovi come punizione per le loro idee, allora non capite e giudicate non giuste. Idee  che invece erano semplicemente il vangelo di Gesù vissuto con una purezza adamantina e con amore grandissimi per la chiesa che nei suoi vertici allora non li capiva. Francesco ci ha additato questi esempi come modelli che tutti sacerdoti o laici dobbiamo imitare. Nessuna paura dunque ne delle persecuzioni che versano sangue o emplicemente disprezzo! Con noi  Gesù ha fatto un patto chiarissimo: “Hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi”. “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e mentendo diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa”.

Come testimoniare poi? Dobbiamo smetterla con le nostre analisi e con la nostra sociologia. Queste sono soltanto uno strumento. La vera testimonianza è il unicamente il vangelo, vissuto la dove siamo. Non importa se siamo preti o semplici fedeli, bambini  giovani o vecchi che sappiamo più soltanto trascinare i piedi. Dobbiamo semplicemente in famiglia, nel lavoro, nella malattia o nella vecchiaia vivere le nostre ore, offrendole al Signore e mettendoci dentro tutto l’amore di cui siamo capaci. Difficile questo? Se abbiamo fede certamente no. E poi abbiamo fiducia. Noi valiamo per il Padre più di…molti passeri!

 

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