Parrocchia di San Paolo Vercelli
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domenica 25 marzo 2018

domenica delle palme

 

 

 

 

 

 

 

  Leggete la passione secondo Marco dal capitolo 14, 1 al 15, 47

“veramente questo uomo era figlio di Dio”

A pronunciare queste parole è un soldato: il centurione che ha l’incarico di portare a termine l’esecuzione di Gesù. Non è certamente la prima volta che svolge questo incarico e sicuramente lui non è una persona dal cuore tenero ed impressionabile. La guerra è il suo mestiere ed ha imparato a schiacciare con la violenza i popoli che Roma domina e a sentirne la loro ostilità. A visto chissà quante volte scene raccapriccianti ed agonie senza fine; ha udito ingiurie, insulti, maledizioni e invocazioni di vendetta da quelli che aveva fatto inchiodare sulla croce.

Per di più lui è un pagano. Non sa nulla della strana religione della gente di Palestina, dello strano rapporto che ha con il suo Dio. Lui è uno straniero che si raccapezza fatica con la cultura di questa gente che disprezza e che deve soltanto piegarsi al potere di Roma. “Veramente quest’uomo è figlio di Dio!” Da dove gli possono venire queste parole? Che cosa lo ha convinto a vedere nel volto sfigurato di questo Cristo, denudato, straziato dai flagelli, percorso dai tremiti della agonia, qualcosa che abbia a che fare con una divinità? Hanno qualcosa di divino la sete che lo consuma, le sofferenze inaudite che sta provando, gli insulti ed il disprezzo dei capi del popolo?

Marco ce lo dice senza tanti giri di parole: “Vistolo spirare in quel modo…!” Si, a convincerlo non sono i segni della potenza, della forza, ma proprio il contrario: chi è più fragile, inerme e abbandonato di questo uomo? Nessuno più di lui dovrebbe urlare di rabbia, di disperazione, insultare per l’ingiustizia che lo distrugge. Invece… anche in questo orrore senza fine, quell’uomo, Gesù, continua ad amare, a donare, a offrire misericordia e perdono.

Ecco cosa colpisce il centurione! Ecco cosa lo convince di trovarsi davanti al Figlio di Dio. Ecco cosa gli impone di andare oltre le apparenze e di cogliere ciò che è splendidamente Divino: un amore così grande che nulla può fermare, una misericordia cosi smisurata che continua anche quando l’ingiustizia devasta e distrugge.

Ecco perchè oggi siamo qui: per contemplare una grazia offerta a caro prezzo: il prezzo del sangue e della vita. Per questo siamo qui oggi: per ripetere anche noi la confessione di fede del centurione. Per riconoscere con lui il Cristo, apparentemente sconfitto ed annientato, è il Figlio di Dio che vince il male con l’amore

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