Parrocchia di San Paolo Vercelli
Parrocchia di San Paolo Vercelli

Indirizzo

Via S. Paolo, 1  

13100 Vercelli

Italia

Contatti

Se volete contattare direttamente don Osvaldo Carlino, potete farlo ai seguenti riferimenti:

email: osvcarli@gmail.com

telefono: 0161-257670

Oppure potete compilare il modulo che troverete cliccando QUI

Dove Siamo

il contatore ha completato due giri.

i contatti sono dunque 200.000 più quelli attuali

5 GENNAIO 2020

DOMENICA SECONDA DI NATALE

<< Nuova casella di testo >>

Dal vangelo secondo Giovanni

In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vitae la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta.

Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.

] Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me». Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia.  Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato (Gv. 1, 1-18)

 

  • in principio era il Verbo … O Padre, il piccolo bambino di Betlemme è la parola onnipotente che ha creato l’universo- Lo adoriamo e ti ringraziamo per avercelo dato come salvatore. Ti Preghiamo

 

  • …la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta O Padre, spesso fatichiamo a scorgere nell’oscurità di questo mondo la luce del tuo Gesù. Dacci una fede forte e generosa per renderlo visibile con la nostra vita. Ti Preghiamo

 

  • …venne tra i suoi ed i suoi non lo hanno accolto.... O Padre, non permettere che noi dopo il battesimo, dimentichiamo la nostra fede in te. Sostienici nella nostra fedeltà al vangelo che ascoltiamo. Ti preghiamo

 

  • …a quanti lo hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio… O Padre, questa nostra dignità di figli ora la possiamo soltanto credere. Fa che un giorno possiamo contemplare il suo splendore infinito nella risurrezione. Ti preghiamo

 

 

 

>

Rileggiamo in questa seconda domenica dopo Natale l’inizio del vangelo di Giovanni, che ci allontana dalle caratteristiche emotive e folcloristiche del presepio, per immergerci nel mistero di Dio che si fa uomo come noi. Il nostro Dio infatti è un Dio che parla con l’uomo; non è come gli idoli che “hanno bocca, ma non parlano”. In tutta la bibbia infatti noi ci imbattiamo in lui che parla ad Abramo o a Mosè in modo diretto. Più spesso pero parla all’uomo per mezzo dei profeti. Questa parola però era frammentaria e spesso i profeti non venivano ascoltati. Così Dio ha deciso di mandare il suo stesso figlio, la Parola che ha creato ogni cosa. Dunque il piccolo bambino del Natale è la Parola eterna che prende la nostra carne e parla all’uomo in modo totale e definitivo.

La stessa Parola di Dio fatta carne viene però rifiutata dalla sua gente, perché ritenuta troppo dura e per alcuni quasi una bestemmia. Perciò abbiamo il tentativo di distruggerla questa parola, uccidendola sulla croce.  Quanti però accolgono la Parola diventano figli di Dio, partecipando alla sua stessa vita. La vita dunque non è più abbandonata al caso, resa impossibile da vie senza uscita, schiacciata da pesi opprimenti. Gesù si fa nostro compagno di strada, sostegno, conforto; egli è colui che rialza e risana, che infonde coraggio ed energia. Incertezze, dubbi, fatica non scompaiono per incanto, ma ogni credente sa che ha qualcuno vicino, che non gli lascerà mai mancare il suo amore. E questo succede non solo quando siamo fedeli, ma anche quando emerge la nostra fragilità e quindi il nostro peccato. La luce a volte può avere conseguenze scomode, perché ci fa provare vergogna per ci fa vedere i nostri fallimenti, le nostre incapacità e debolezze. La luce di Gesù invece, perché è benevola e misericordiosa, ci fa guardare avanti e ci fa sperimentare la possibilità di inoltrarci per sentieri di pace, di fraternità e di accoglienza, che non pensavamo di poter percorrere.

Sapersi figli di Dio, ha infine una conseguenza fondamentale: noi possiamo diventare insieme una grande famiglia. Vero che nelle nostre comunità esiste il peccato, l’infedeltà al vangelo, i cattivi esempi. A tutto questo possiamo aggiungere una atmosfera di individualismo che è uno dei mali più evidenti del nostro tempo: l’individualismo. La nostra cultura occidentale oggi ci spinge a badare a noi stessi, ai nostri interessi, disinteressandoci completamente degli altri. Ma è proprio in questa nostra chiesa che ascoltiamo la parola e riceviamo la forza della eucaristia e degli altri sacramenti. Questa linfa vitale, che viene da Dio, ci fa ricordare che non dobbiamo guardare solo a noi stessi. Dobbiamo farci carico dei piccoli che devono crescere. Ci ricorda pure che ci sono dei piccoli che non cresceranno mai perché privi di capacità essenziali; ci sono dei vecchi, indeboliti da anni di fatica e dalla malattia; ci sono persone che per diverse evenienze non dispongono dei beni primari necessari per vivere. Come figli di Dio e illuminati dalla Parola, dobbiamo farci carico di questi fratelli e tutti insieme camminare verso il regno preparato per tutti. Nessuno deve essere considerato uno “scarto” da buttare. Il Verbo che si è fatto carne è venuto per tutti. E noi figli di Dio, non possiamo lasciare indietro nessuno.

Stampa Stampa | Mappa del sito
© Parrocchia di San Paolo in Vercelli - Realizzato da Luca Costanzo